Per 364 giorni all'anno non si sente mai parlare, in Italia, di questa Organizzazione, delle sue attività e del suo impegno nei confronti dei tanti Stati abbandonati all'oblio dell'Africa e dell'America Latina salvo poi essere citata quando a Roma si tiene l'annuale Vertice.
Da Wikipedia, leggo che:
Da quanto si può conoscere, poi, dalla Rete, sulle reali contingenze dei tantissimi popoli che animano migliaia di villaggi in tutta l'Africa, è possibile scoprire come questi siano ulteriormente costretti alla povertà a causa del depauperamento delle loro risorse da parte di queste banche, vere o presunte che siano, che con l'alibi di tutelarli ne ledono ancor più la vita e la semplice dignità di cittadini.
Questi signorotti miliardari dovrebbero essere accusati di crimini contro l'umanità ed essere rinchiusi in carceri immondi come Guantanamo per capire cosa sia la sofferenza, il dolore, la disperazione e cosa possa mai significare veder morire il proprio figlio o un proprio caro parente a causa degli stenti e della mancanza totale di mezzi di sussistenza.
L’Italia è la casa della FAO.
Dal 1951 ha offerto all’Organizzazione i locali, a Roma, della sede centrale.
Grazie, Italia! Geniale davvero!!
Questo ironico sarcasmo perchè reputo che sarebbe lecito, ove ci trovassimo in un Paese "serio", che questo Clan Mondiale venisse smantellato o per lo meno allontanato dal nostro Stato, ma invece, siccome nel Sistema Italia la parola d'ordine per accedervi è Denaro, preferibilmente "sporco", ecco che tutti questi moderni "Don Rodrigo", schiavi delle multinazionali e delle peggiori lobby economiche e massoniche asiatiche e statunitensi, trovano nell'Italia del Cainano la loro preferita cassaforte perchè sanno che la loro fiducia è saggiamente ricompensata e apprezzata.
E in questo nuovo, ennesimo, patetico, ridicolo e inutile Vertice, tutti i "commensali" invitati, sempre pronti a brindare nell'affermare la potenza dei Paesi che rappresentano a scapito di quelli che non hanno alcuna intenzione di festeggiare i loro quotidiani funesti e drammatici negli slum infernali in cui si consumano come candele, in una ripetitiva alienazione morale, ripetono, con la tradizionale litania di sempre, che occorre intervenire immediatamente per arginare questa incredibile piaga della Fame, dell'emergenza Cibo, della malnutrizione in cui versano centinaia di milioni di persone vittime altresì degli effetti negativi dei prezzi alti, sempre più alti, delle derrate.
E mentre il sarcofago Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-Moon auspica (l' Auspicare ormai è la professione di fede dei politici di tutto il mondo) che i Capi di Stato e i rappresentanti dei Governi intervenuti lascino Roma con un'assunzione precisa e convinta di responsabilità e di impegno per debellare la Fame, coadiuvato nel messaggio di pseudo solidarietà dal responsabile della Banca Mondiale e da quelli delle altre Agenzie delle Nazioni Unite, ecco che sui nostri "meravigliosi" organi di informazione, come la Repubblica, è possibile verificare come se da una parte la Onlus Save the Children rivendica con preoccupazione la condizione dei 178 milioni di bambini con meno di cinque anni che crescono malnutriti a causa dell’aumento dei prezzi degli alimenti, dall'altra Berlusconi and Friends minacciano Ahmadinejad per il "suo" nucleare e ostentando una grande fermezza nel voler arrivare ad una risoluzione definitiva del problema "Fame" mettendo sul tavolo diversi miliardi di euro, gli ennesimi, che ancora una volta, secondo me, non serviranno quasi a niente se non inseriti in un crono - programma di interventi e di azioni mirate.
Dal sito della Fao, leggo inoltre che:
Come dire..
Chi deve risolvere il problema è chi (in parte) l’ha creato. Il detective incaricato di chiudere il caso è l’assassino.